Oasi dei Ghirardi

 


 
SUPERFICIE: 600 ettari

UBICAZIONE E ACCESSIBILITÀ:
L'oasi si estende nei comuni di Borgo Val di Taro e Albareto; il Centro visite si trova a circa 6 km da Borgo Val di Taro, lungo la Strada Provinciale Borgo Val di Taro-Bardi, tra le frazioni di Brunelli e Porcigatone.

INFORMAZIONI:
Telefonare al numero 349-7736093

PERIODO DI VISITA:
Il Centro Visite è aperto la domenica, dalle ore 10 alle ore 17,00 in periodo di ora solare, e 10-18 con ora legale; è presente un Sentiero Natura percorribile in circa 40 minuti, dotato di pannelli didattici che illustrano gli ambienti e le specie arboree e arbustive dei boschi appenninici. I pannelli sono bilingui, italiano e inglese.
L'Oasi è anche accessibile liberamente tutti i giorni lungo il percorso Porcigatone-Case Ghirardi, lasciando l'auto presso la Chiesa di Porcigatone e proseguendo a piedi lungo un itinerario facile (1h30' l'andata) tra boschi e prati con affacci panoramici sulla gola del Canal Guasto.
Occorrono scarponcini da escursione, impermeabile e binocolo; è consigliato inoltre vestire abiti mimetici e fare silenzio per evitare la fuga degli animali.
Nei periodi migliori per l'osservazione dei fenomeni naturali (fioriture, colorazione delle foglie, canti degli uccelli, tracce dei mammiferi etc etc) sono organizzate visite guidate; per info fare riferimento alla pagina dell'Oasi dei Ghirardi sul sito del WWF Italia, www.wwf.it.

L'Oasi

DESCRIZIONE:
Quella dei Ghirardi è un'oasi che tutela un tassello di Appennino sopravvissuto al tempo e rimasto "come una volta", grazie alla sensibilità e alle capacità della famiglia Marchini-Camia. Poi è arrivato il WWF che ha aggiunto alla normale gestione anche le attività di tutela e valorizzazione del territorio.
L'Oasi dei Ghirardi protegge quasi 600 ettari di Appennino parmense, dove s'incastrano a mosaico vari ambienti: prati, arbusteti, querceti, altri boschi misti, rocce, calanchi, greti fluviali, stagni, pascoli, brughiere. Ad una tale diversificazione corrisponde una grande biodiversità: ci sono specie tipiche di quote superiori, come il faggio e il prispolone, e specie mediterranee, come l'erica arborea ed il gruccione. Nell'insieme, questa varietà di paesaggi naturali favorisce lo sviluppo di una flora ricca e interessante; a cominciare dalle 33 specie di orchidee selvatiche, a cui si aggiungono altre piante preziose come il giglio di San Giovanni, la genziana cruciata, il croco, il campanellino, la scilla bifolia, il dente di cane. Interessanti anche le specie arboree, tra cui s'incontra una vera rarità: il melo fiorentino, che cresce nei radi boschi di cerro. Nell'oasi s'incontrano anche oltre 30 esemplari monumentali di querce roverelle, testimonianze del paesaggio agro-forestale di un tempo.
Altrettanto ricca e interessante la fauna. Tra i rapaci osservabili, l'aquila reale, l'albanella reale, il falco pellegrino e lo smeriglio appaiono in inverno, mentre nidificano il gheppio, il lodolaio, la poiana, il biancone, il falco pecchiaiolo, l'astore e lo sparviere.
Tra gli altri uccelli più interessanti che si riproducono nell'Oasi ricordiamo l'assiolo, l'upupa, il gruccione, il corriere piccolo, la pernice rossa, il frosone, la bigia grossa e la cincia dal ciuffo.
Tra i mammiferi più grandi sono presenti il cinghiale, il daino, il capriolo e in questi anni sta facendo la sua prima comparsa il cervo. Presenti anche l'istrice, il tasso, la puzzola.Tra gli anfibi troviamo i tritoni, la salamandra,la rana italica; tra i rettili, oltre a natrici, biacchi e saettoni, ci sono la coronella austriaca e la luscengola.
 


Le fotografie e i testi presenti su queste pagine sono di proprietà e a cura degli autori citati,
per suggerimenti o informazioni contattare il Web Master:
Luigi Cavalli