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 Borgotaro      28 Febbraio 2004 02

Immagini dal centro del Borgo,
sotto la neve

Sabato sera, per le vie del Borgo
 dopo la grande nevicata, dopo il Carnevale

 

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Testi e foto di Mauro Delgrosso
Attenzione: il  materiale fotografico e i testi riportati sono di proprietà del portale Valtaro.it; é espressamente vietato l'utilizzo in qualsiasi forma, anche parziale o modificata, e per qualsiasi motivo.


San Rocco

Viale Bottego

Viale Bottego

Piazza La Quara

Il "Pretorio"

Piazza La Quara

Il Portello

Bob!

Controluce

Sullo sfondo il vecchio "Appennino"

Mirco&C.

Un albero

I vicoli del Borgo

Viale Bottego

I vicoli del Borgo

Via Nazionale

Il Monumento ai caduti, sempre suggestivo

Le mura

Guido sotto la neve!

I "Giardini"

Le strade si trasformano in piste

Centimetri di neve

Luce

Antichi monumenti

L'arco di Porta Farnese

Segni nella neve

Il Museo delle Mura

Il Monumento a Papa Giovanni

Il Portelli

Piazza Farnese

Piazza Farnese

Piazza Farnese

Piazza Farnese

Panchine

Via Cassio

Riflessi

Sant Antonino

Cosa resta del Carnevale?

Sant Antonino

Via Cesare Battisti

Viale Bottego e i Giardinetti

Via Corridoni

Viale Bottego
 
Viale Bottego
Testi e foto di Mauro Delgrosso
Tutti i diritti sono riservati, proprietà esclusiva del portale Valtaro.it, é vietata ogni forma di utilizzo non autorizzato.

 

Il periodo della Quaresima non poteva cominciare meglio: una grande nevicata ha addolcito il paesaggio della Valtaro. Ha spento le luci della festa, ha abbassato, fino a spegnerli, i rumori del Carnevale.
Un piacevole sabato sera, all'insegna della tranquillità, passato a passeggiare per le vie del centro storico, con i piedi che sprofondano in 30 e più centimetri di neve. Candida, soffice e coinvolgente.
 

Da alcuni giorni nevica: nevica e anche di brutto. La Valtaro é bianca, candida. La temperatura oscilla tra lo zero e qualche grado sotto. La Quaresima é iniziata e la voglia di far festa si é trasformata in qualcosa di più riflessivo: si preferisce stare insieme a chiacchierare, a parlare in modo tranquillo dei più disparati argomenti: davanti ad una cioccolata calda o ad una tisana. Il clima, dove ancora si percepisce, aiuta, ci rende propensi alla riflessione e alla calma in modo naturale.  Si mettono gli scarponi, ci si infila il piumino e i guanti e si godono le magnifiche atmosfere che solo una nevicata fresca ti possono dare. Scende la neve e i caratteri delle persone mutano: tutti si sentono un po' eccitati, un po' primitivi. Ti viene voglia di immergerti nella natura fredda, di sfidarla in qualche modo. Qualcuno si sente addosso lo spirito d'avventura di Jack London, qualche altro si riscopre pilota, alla Vaatanen: o si cammina a piedi, per ore in mezzo al bianco o si prende la macchina e si prova ad imitare i campioni dei rally e del fuoristrada. C'é gente che aspetta un anno intero per sfoggiare le prestazioni del fuoristrada sulla neve: magari solo per andare a prendere un caffè a Bedonia e poterlo raccontare! Gente strana, i miei compaesani: o li prendi per come sono o li detesti.
Io non mi vergogno di appartenere un po' a tutte e due le categorie: mi piace sia camminare in mezzo alla tranquillità, sia  tentare l'impresa impossibile con il fuoristrada. Senti i tuoi passi comprimere la neve, senti il tuo respiro profondo, senti l'aria fresca e limpida che ti entra nei polmoni. Anche a mezzanotte, in mezzo al Borgo, incontri tante facce allegre, tanti sorrisi. La neve rende allegri, rende stupidamente e stranamente felici. Anche se hai passato il pomeriggio a sbadilare, per liberare il garage, non te la prendi. Ti prendi un bel caffè caldo e ci ridi sopra. Piccoli piaceri che solo in montagna si possono ancora provare.

In tutto questo eden, un solo dispiacere, una sola preoccupazione, oramai divenuta perenne nella storia dei valtaresi: le autostrade e il loro uso. Per lavoro o per altri motivi siamo costretti a mettere il naso fuori dalla Valle, anche quando ci sono le solite, prevedibili e naturali ondate di freddo. Prima di tutto va detto che il pedaggio non appare esattamente economico: anche quando fai "ore" di code, quando resti fermo per mezza giornata senza nessuna assistenza, nessuno ti rimborsa niente. Sarebbe anche bello pagare, anche molto, ma almeno fruire di un servizio reale. Possibile che nessuno abbia mai denunciato questo fatto? Mi domando é legittimo comportarsi così? Qualcuno si rende conto che si gioca sulla vita e sull'esistenza di povera gente, costretta a muoversi per lavorare, per campare?
Mi domando: come mai, dopo poche ore dalle grandi nevicate, qui da noi, le strade locali erano tutte percorribili e invece a pochi chilometri, sulle autostrade, c'era l'inferno? Come mai, per citare due amici a caso, il Sindaco di Bedonia o di Tornolo, con pochi soldi e pochissimi mezzi a disposizione, riescono sempre a farcela, anche in presenza delle peggiori calamità? Come mai, invece, quegli "esperti" che gestiscono la viabilità maggiore falliscono sempre? Come mai ci sono sempre montagne di polemiche? Gli mancano i mezzi economici? Eppure, come già detto, i pedaggi sembrano carissimi!
Quello schifo di strada, rifatta e rattoppata, che chiamano "Autostrada della Cisa", ormai ci ha abituato alle peggiori tribolazioni; per tutto l'anno decine di cantieri, i caselli restano chiusi alla maniera della "roulette"; ti fanno subire code per gli esodi verso il mare, i controesodi verso la montagna; ti becchi  la moltitudine dei perenni lavori in corso "straordinari", con relativo cambio di corsia, resa appositamente ristretta e mal segnalata: l'uscita del casello di Borgotaro é perennemente in stato d'assedio, faccio sempre fatica a riconoscerla!
Quando nevica si assiste al peggio del peggio, alla solita tragicomica farsa dal copione fotocopiato. Bastano due dita di neve ed ecco il solito camion (possibile che non si riesca a controllarli?) che si gira nella strada, bloccando la circolazione per giorni (si i tempi si misurano in giorni!). Che palle, la solita figura da italiani dilettanti! Come siamo monotoni e poco dignitosi!
A ben pensare, quelli che più hanno danni da questa situazione, siamo sempre noi, i montanari. Forse, se realmente si volesse rilanciare la montagna, visto che qui, IN MONTAGNA, nevica spesso e fa anche freddo (banale ma sembra che nessuno se ne sia accorto) basterebbe cominciare a far funzionare le strade e i collegamenti.
Tutto l'anno, anche e soprattutto in inverno. Magari qualche turista, dalle città, potrebbe senza troppo sforzo, senza dover rischiare la vita, condividere con noi la bellezza di una notte d'inverno, sotto la neve che cade. Si fanno tanti inutili progetti per sviluppare il turismo locale, per prolungare la stagione turistica: e se cominciassimo a rendere i luoghi semplicemente accessibili? Magari ci arrangeremmo da soli, senza troppi esperti che ci vengono ad insegnare come vivere in montagna e fare impresa di qualità. Viviamo in un posto bellissimo, abbiamo tante cose belle da "vendere", non ultima la nostra storia e il nostro modo di vivere: purtroppo non abbiamo nessuno con cui condividere tutto ciò. Dateci le strade, vedrete che ci arrangeremo. Sarebbe già un bel passo da giganti.
Lo sviluppo della montagna, forse, basterebbe semplicemente volerlo.

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