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Il
periodo della Quaresima
non poteva cominciare
meglio:
una grande nevicata ha
addolcito il paesaggio della Valtaro. Ha spento le luci della festa,
ha abbassato, fino a spegnerli, i rumori del Carnevale.
Un piacevole
sabato sera,
all'insegna della tranquillità, passato a passeggiare per le vie del
centro storico, con i piedi che sprofondano in 30 e più centimetri di
neve. Candida, soffice e coinvolgente.
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Da alcuni giorni
nevica: nevica e anche di brutto. La Valtaro é bianca, candida. La
temperatura oscilla tra lo zero e qualche grado sotto. La Quaresima é
iniziata e la voglia di far festa si é trasformata in qualcosa di più
riflessivo: si preferisce stare insieme a chiacchierare, a parlare in modo
tranquillo dei più disparati argomenti: davanti ad una cioccolata calda o
ad una tisana. Il clima, dove ancora si percepisce, aiuta, ci rende propensi
alla riflessione e alla calma in modo naturale. Si mettono gli
scarponi, ci si infila il piumino e i guanti e si godono le magnifiche
atmosfere che solo una nevicata fresca ti possono dare. Scende la neve e i
caratteri delle persone mutano: tutti si sentono un po' eccitati, un po'
primitivi. Ti viene voglia di immergerti nella natura fredda, di sfidarla in
qualche modo. Qualcuno si sente addosso lo spirito d'avventura di Jack
London, qualche altro si riscopre pilota, alla Vaatanen: o si cammina a
piedi, per ore in mezzo al bianco o si prende la macchina e si prova ad
imitare i campioni dei rally e del fuoristrada. C'é gente che aspetta un
anno intero per sfoggiare le prestazioni del fuoristrada sulla neve: magari
solo per andare a prendere un caffè a Bedonia e poterlo raccontare! Gente
strana, i miei compaesani: o li prendi per come sono o li detesti.
Io non mi vergogno di appartenere un po' a tutte e due le categorie: mi
piace sia camminare in mezzo alla tranquillità, sia tentare l'impresa
impossibile con il fuoristrada. Senti i tuoi passi comprimere la neve, senti
il tuo respiro profondo, senti l'aria fresca e limpida che ti entra nei
polmoni. Anche a mezzanotte, in mezzo al Borgo, incontri tante facce
allegre, tanti sorrisi. La neve rende allegri, rende stupidamente e
stranamente felici. Anche se hai passato il pomeriggio a sbadilare, per
liberare il garage, non te la prendi. Ti prendi un bel caffè caldo e ci
ridi sopra. Piccoli piaceri che solo in montagna si possono ancora provare.
In tutto questo
eden, un solo dispiacere, una
sola preoccupazione, oramai divenuta perenne nella storia dei valtaresi: le
autostrade e il loro uso. Per lavoro o per altri motivi siamo costretti a
mettere il naso fuori dalla Valle, anche quando ci sono le solite,
prevedibili e naturali ondate di freddo. Prima di tutto va detto che il
pedaggio non appare esattamente economico: anche quando fai "ore"
di code, quando resti fermo per mezza giornata senza nessuna assistenza,
nessuno ti rimborsa niente. Sarebbe anche bello pagare, anche molto, ma
almeno fruire di un servizio reale. Possibile che nessuno abbia mai
denunciato questo fatto? Mi domando é legittimo comportarsi così? Qualcuno
si rende conto che si gioca sulla vita e sull'esistenza di povera gente,
costretta a muoversi per lavorare, per campare?
Mi domando: come mai, dopo poche ore dalle grandi nevicate, qui da noi, le
strade locali erano tutte percorribili e invece a pochi chilometri, sulle
autostrade, c'era l'inferno? Come mai, per citare due amici a caso, il
Sindaco di Bedonia o di Tornolo, con pochi soldi e pochissimi mezzi a
disposizione, riescono sempre a farcela, anche in presenza delle peggiori
calamità? Come mai, invece, quegli "esperti" che gestiscono la
viabilità maggiore falliscono sempre? Come mai ci sono sempre montagne di
polemiche? Gli mancano i mezzi economici? Eppure, come già detto, i pedaggi
sembrano carissimi!
Quello schifo di strada, rifatta e rattoppata, che chiamano "Autostrada
della Cisa", ormai ci ha abituato alle peggiori tribolazioni; per tutto
l'anno decine di cantieri, i caselli restano chiusi alla maniera della
"roulette"; ti fanno subire code per gli esodi verso il mare, i
controesodi verso la montagna; ti becchi la moltitudine dei perenni
lavori in corso "straordinari", con relativo cambio di corsia,
resa appositamente ristretta e mal segnalata: l'uscita del casello di
Borgotaro é perennemente in stato d'assedio, faccio sempre fatica a
riconoscerla!
Quando nevica si assiste al peggio del peggio, alla solita tragicomica farsa
dal copione fotocopiato. Bastano due dita di neve ed ecco il solito camion
(possibile che non si riesca a controllarli?) che si gira nella strada,
bloccando la circolazione per giorni (si i tempi si misurano in giorni!).
Che palle, la solita figura da italiani dilettanti! Come siamo monotoni e
poco dignitosi!
A ben pensare, quelli che più hanno danni da questa situazione, siamo
sempre noi, i montanari. Forse, se realmente si volesse rilanciare la
montagna, visto che qui, IN MONTAGNA, nevica spesso e fa anche freddo
(banale ma sembra che nessuno se ne sia accorto) basterebbe cominciare a far
funzionare le strade e i collegamenti. Tutto
l'anno, anche e soprattutto in inverno. Magari qualche turista, dalle
città, potrebbe senza troppo sforzo, senza dover rischiare la vita,
condividere con noi la bellezza di una notte d'inverno, sotto la neve che
cade. Si fanno tanti inutili progetti per sviluppare il turismo locale, per
prolungare la stagione turistica: e se cominciassimo a rendere i luoghi
semplicemente accessibili? Magari ci arrangeremmo da soli, senza troppi
esperti che ci vengono ad insegnare come vivere in montagna e fare impresa
di qualità. Viviamo in un posto bellissimo, abbiamo tante cose belle da
"vendere", non ultima la nostra storia e il nostro modo di vivere:
purtroppo non abbiamo nessuno con cui condividere tutto ciò. Dateci le
strade, vedrete che ci arrangeremo. Sarebbe già un bel passo da giganti.
Lo sviluppo della montagna, forse, basterebbe semplicemente volerlo.
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