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Nevica!
Per ora la neve comincia ad essere consistente solo a certe quote. Nelle
prossime ore anche il resto della Valle sarą invaso dal manto bianco.
E' l'Epifania, l'ultima festa dell'inverno: mi aspetta un tipico, noioso,
interminabile pomeriggio di fine feste. Non ho voglia di rimbambirmi davanti
alla TV. Ho passato troppi giorni al chiuso, con tanta compagnia, a
rimpinzarmi di dolci, a giocare a tombola: ho voglia di stare all'aperto, di
sentirmi immerso nella natura e un po' solo. Anche se c'é freddo e nevica.
Deciso: il pieno alla jeep, quattro buone gomme da neve, un po' di pazienza
e di attenzione. Destinazione il Monte Molinatico; voglio raggiungere almeno
il rifugio, lo Chalet del Molinatico.
La strada pulita si trasforma poco a poco in una pista innevata, ghiacciata.
Guardo le impronte: pochi mezzi l'hanno percorsa. Incontro un fuoristrada in
difficoltą, ha i pneumatici non adatti; niente da fare deve invertire la
marcia: scelta corretta.
Quattro ruote motrici inserite, i fari accesi, é quasi buio; seconda marcia,
la salita; poi i tornanti e devo mettere la prima; un paio di passaggi da
ridotte: c'é ghiaccio. Tanto ghiaccio. Quattro chilometri ad aderenza quasi
nulla.
Un'ultima rampa ed ecco il grande parcheggio dello chalet: sono arrivato.
Non c'é nessuno, proprio nessuno. Nevica, e anche piuttosto intensamente.
Dieci minuti di camminata; fa un freddo cane, l'aria mi punge il
viso, la neve spinta dal vento mi si infila dappertutto: sono solo le tre
del pomeriggio, chissą questa notte.
Mi colpisce la vista delle altalene, perfettamente
silenziose e immobili. Ferme.
Gli alberi carichi sembrano sculture, sembrano delle installazioni
artistiche, intente a sostenere il peso della neve e del ghiaccio. Che
spettacolo. Mi dispiace perfino attraversare i prati bianchi: le mie
impronte stonano, rovinano la candida perfezione della neve, appena adagiata
sul terreno.
Questa notte, o domani, ne scenderą altra e cancellerą finalmente la mia
presenza di oggi.
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