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Testi e foto di
Mauro
Delgrosso
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Il Monte Molinatico |

La luce prima del
tramonto, sul Molinatico |

Le Apuane, in lontananza |

Giochi nella neve...
bastano un paio di vecchi "bob" |

La luce prima del
tramonto, sul Molinatico |

Giochi nella neve... il "Sarzana
Fuoristrada Club" |

A piedi nella neve, verso
la sommità del monte |

Azzurro |

Verso la vetta |

La luce prima del
tramonto, sul Molinatico |

La luce prima del
tramonto, sul Molinatico |

La luce prima del
tramonto, sul Molinatico |

La luce prima del
tramonto, sul Molinatico |

L'osteria sul Brattello:
imperdibili le "formaggette" nostrane |

La luce prima del
tramonto, sul Molinatico |

La luce prima del
tramonto, sul Molinatico |

Verso la vetta |

La luce prima del
tramonto, sul Molinatico |

La luce prima del
tramonto, sul Molinatico |

Quasi in cima al monte,
quasi! |

La luce prima del
tramonto, sul Molinatico |

Strade? Percorsi nella
neve! |

Dalla neve, nasce un
fiore... |

Strade? Percorsi nella
neve! |

Preparazione |

Correre, in un prato di
neve |

Preparazione |

Immagine 1024*768 pixel,
ideale come sfondo desktop |

Le ultime case abitate, la
frazione dei Vighini |

Immagine 1024*768 pixel,
ideale come sfondo desktop |
Testi e foto di
Mauro
Delgrosso
Tutti i diritti sono riservati, proprietà esclusiva del portale
Valtaro.it, é vietata ogni forma di utilizzo non autorizzato. |
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Il
monte Molinatico,
anche in
inverno, quando nevica, diventa un'attrazione per tutti i valtaresi e
per quanti sono in Valle.
Una domenica
pomeriggio
passata in mezzo alla natura, in mezzo alla neve; distante dai rumori
della TV, del calcio, della folla; distante dal noioso torpore che ti
può cogliere in un giorno di festa.
Neve, nuvole,
cielo: una
miscela magica di colori e ombre, da guardare fino al gelido e
violento tramonto invernale. |
La domenica può
essere bellissima, comoda e rilassante.
Ma può anche trasformarsi, soprattutto in inverno, magari dopo essere stati
catturati dalle parole e dalle immagini finte di qualche inutile
trasmissione televisiva, nel giorno più noioso e deprimente della settima.
Questa sfortuna, quando vivevo a Milano, mi é capitata qualche volta. Ricordo
che ci si alzava tardi, si mangiava sempre troppo e il tempo, il pomeriggio,
inesorabilmente fuggivano; senza che me ne accorgessi era già notte.
Avevo la spiacevole sensazione di aver sprecato un giorno di vita; alla fine
mi rimaneva un non so ché di amaro in bocca, nell'anima. Facevo fin fatica a
dormire, a prendere sonno, non mi sentivo con la coscienza a posto.
Qui, in montagna, può succedere la stessa cosa, si può trascorrere la
domenica un po' inebetiti, ovattati: ma si può anche scegliere di vivere e
di non lasciarsi vivere.
Basta superare la pigrizia, basta prendere armi e bagagli e guardarsi
un po' intorno. Pochi minuti e ci si può trovare sul tetto del mondo, a
guardare la bellezza della natura, a respirare a pieni polmoni. Ci si può
riscoprire per qualche ora bambini, "terribili" bambini che si
divertono nella neve, nella natura.
Ieri sul Molinatico, nonostante la neve, la strada impraticabile, il freddo
(-7°C all'ombra) c'erano tante persone, tanti sorrisi. Pensavo di non
trovarci nessuno; sono arrivato per primo, dopo aver faticato non poco; ho
quasi rischiato di restare bloccato nella neve con la jeep: invece, per
tutto il pomeriggio, non ho fatto altro che incontrare persone. Siamo
rimasti fino al tramonto, a goderci questa stupenda aria di libertà, questa
ineguagliabile sensazione di vita e di vitalità.
Molinatico é sempre stato considerato un monte un po' magico, un po' sacro,
fin dall'antichità: un posto dove ci sono i resti degli accampamenti e le tombe dei
cacciatori preistorici, dove la magia é sempre stata di casa, soprattutto
nei racconti degli anziani; dove ogni "casella da bosco" é piena di vecchie
castagne e di tanti leggendari gnomi e streghe, circondata da castagni e da
faggi millenari.
Trovarci tanta gente, in tali condizioni, mi ha un po' stupito: che sia un
segno?

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