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"Il
cuore a monte":
un libro, in buona parte autobiografico, di pensieri e di poesie, di Falminio Musa. All'insegna della libertà e delle scelte impegnative nella vita. |


Un Taro verde, pigro, pescatori in nubi di foglie.
Così comincia una delle poesie tutte particolari di Flaminio Musa, contenute nel libro “Il cuore a monte” che è stato presentato sabato scorso al Museo delle Mura di Borgo val di Taro.
Musa, medico nato a Compiano nel 1921, e Rettore dell'Università Popolare di Parma, in questo libro dice di aver raccolto i suoi pensieri di una vita, spesa sin dalla prima gioventù nel segno della libertà attraverso l’impegno politico.
Una vita davvero intensa, culminata nel 1943, quando fu arrestato perchè contrario al fascismo e alla guerra, e poi nella primavera del1944 quando divenne primo Commissario politico della 12a Brigata Garibaldi e successivamente ispettore dei Comitati di Liberazione nazionale
dell'Ovest Cisa.
E fra un pensiero, una poesia, Musa dice di raccontare in questo libro, l’ultimo di una lunga serie iniziata nel 1975 con “Così il figlio divenne padre” edito da La Pilotta con prefazione di Attilio Bertolucci, “la storia della vita di un individuo- non nascondendo che la vita è proprio la sua- dall’inizio, dagli studi e dalla gioventù segnata dalla storia dei partigiani, nonché dai primi amori e dal grande amore per la montagna”.
“Il libro tratta della mia vita, e quindi è poca cosa”, dice l’autore, usando la stessa colta umiltà di cui sono impregnate le pagine del libro, con pensieri profondi e notevoli evocazioni di paesaggi dell’Appennino Parmense, valorizzati al massimo durante la presentazione di sabato con la recitazione dell’attrice Simona Caucia accompagnata alla tastiera da Franco Brugnoli.

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