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La Sagra di
Gorro: una festa
"vecchio stile", all'insegna della tradizione,
dell'ospitalità. Dove, almeno per un giorno, ci si dimentica del
portafoglio e ci si mette intorno ad
un tavolo, semplicemente come ospiti. |


San Terenziano a Gorro, una domenica all’insegna della tradizione.
Anno dopo anno, in occasione del suo Santo patrono, una delle più belle e panoramiche frazioni di Borgo val di Taro si anima e si riempie di persone, che seguono con una semplicità rituale i vari momenti della festa, dalla celebrazione della Messa, alla processione, fino ad un lauto rinfresco offerto dal comitato organizzativo.
La festa di Gorro è una delle poche manifestazioni che riescono ancora a riportare almeno per qualche ora l’atmosfera di un tempo, fra il prato, la splendida chiesa, e l’accogliente casetta di legno della Comunalia, che ha accolto i partecipanti con calore non facendo sentire il vento e la pioggia che a tratti ha tentato
inutilmente di compromettere la buona riuscita della festa.
Anzi, uno splendido sole alla fine è apparso nel cielo, e la giornata si è proposta come un’occasione per visitare zone che, anche abitando a pochissimi chilometri, non avevo mai visto.
Dalla rocce rosse di Farneto, agli splendidi angoli di Belforte, ho visto quello che per me d’ora in poi sarà uno degli angoli in assoluto più belli di Borgotaro, che forse in molti non sanno di avere letteralmente dietro casa.
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