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Click per ingrandire |

La cascata con le pietre
sospese |

Un tramonto da Belforte |

La grande cascata |

La cascata con le pietre
sospese |

Belforte e l'inverno |

Ghiaccio e acque verdi |

Paolo "ammira" il ghiaccio |

Panorama dal sentiero |

Ghiaccio e acque verdi |

Il Cogena ghiacciato |

Paolo |

Sculture di ghiaccio |

Il Cogena ghiacciato |

Un essiccatoio per le
castagne: quello che ne rimane |

Ghiaccio e acque verdi |

Ghiaccio e acque verdi |

Legna con vista |

Ghiaccio e acque verdi |

Ghiaccio e acque verdi |

Paolo |

Ghiaccio e acque verdi |

Un cascata di ghiaccio dal
bosco |

Il passaggio sul Cogena |

Un cascata di ghiaccio dal
bosco |

Pozze |

Paolo |

Movimenti d'acqua nel
ghiaccio |

Scultura naturale |

Molinatico |

Scultura naturale |
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Ghiaccio e acque verdi |
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Testi e foto di
Mauro Delgrosso |
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Il freddo intenso
nelle sfumature metalliche del ghiaccio e il caldo abbraccio di un rosso
tramonto d'inverno. A Belforte, nel Cogena.
La stagione fredda si é fatta sentire, morde: -14° in certi punti.
In certe zone esposte a nord, l'acqua, tutta l'acqua, si é trasformata in
ghiaccio; ha formato delle splendide sculture. Le cascate sono immobili,
bloccate nella loro elegante forma.
L'aria é freddissima, punge fino a farti male quando entra nei polmoni; le
orecchie urlano di dolore per il vento gelido. Gli occhi ogni tanto si
velano di lacrime.
E' sabato pomeriggio e insieme a Paolo, il Paolone di Belforte, decidiamo di
vedere di persona questo spettacolo.
Paolo é un omone, e a dispetto dei quasi due metri d'altezza, si muove
agilmente e con grande equilibrio: conosce i boschi e canali di Belforte come
le sue tasche, sasso per sasso, albero per albero. Sentiero per sentiero,
traccia per traccia.
Ogni luogo ha una sua storia, ogni pietra ha qualcosa da raccontare, da
dire. Ogni albero ha un'anima ed é un fedele testimone del tempo che é
passato.
La mia "guida" é orgogliosa di restare un "contadino". In realtà nella vita
fa il manager, di quelli veri: come tutti quelli di Belforte é attaccato alla sua terra come
un figlio ad una madre.
Ma quando vuole essere a suo agio, quando si presenta, si definisce un
contadino. Un contadino e cacciatore, di antiche e inflessibili tradizioni.
Camminiamo svelti per oltre un'ora, in mezzo a sassi e vegetazione ricoperti di
ghiaccio.
Scivolare é quasi obbligatorio: tutto é lucido. L'importante é tenersi
lontani dall'acqua e dai dirupi: un bagno in questa stagione potrebbe essere
letale. Una frattura, in fondo a questi canaloni e con le giornate ancora
corte di luce, anche.
L'acqua del Cogena é verde smeraldo: immergo, per una stupida curiosità e per
percepirne la temperatura, una mano nell'acqua. Non l'avessi mai fatto.
D'estate, pur con l'acqua fredda, non riesco mai a resistere ed infilo la
testa sotto le cascate: adesso non sento più le dita dal dolore; l'acqua non
gela solo perché é in movimento, appena ferma si cristallizza e diventa
bianca, istantaneamente, come in un film di fantascienza. Come accade ora
sulla mia mano.
Anche la macchina fotografica digitale si blocca per la temperatura artica:
per farla funzionare, devo metterla a contatto con il mio corpo, sotto il
giaccone; devo anche cambiare le pile. Fortunatamente si riprende: ho
rischiato di aver fatto tanta strada per nulla e di tornare senza
neanche un'immagine.
Ma eccoci giunti nell'ansa più fredda del canale: decine di "buche",
sormontate da cascatelle di ghiaccio. Infinite strisce di ghiaccio che
escono dal bosco e si precipitano nell'alveo. E le due grandi cascate, quasi
completamente bloccate dal gelo.
Che spettacolo!
Qualche minuto di contemplazione e poi via, verso il
percorso di ritorno, obbligatoriamente diverso, viste le difficoltà nello
scendere, da quello d'andata; ora
camminiamo di nuovo veloci, lungo un sentiero esposto a sud, segnato e mantenuto dai
cacciatori locali e che si snoda in mezzo ad alcuni vecchi essiccatoi per
le castagne: arriviamo a Belforte giusto in tempo per vedere un caldo
tramonto invernale; dopo tanto freddo candore, un po' di caldo e un po' di rosso.
PS: ogni
tanto si sente parlare di qualche strano progetto, per imbrigliare e portare
le acque pure e limpide del Cogena in pianura. Forse occorrerebbe
rifletterci bene sopra. E pensare a quello che si andrebbe a distruggere.
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