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Fontanellato, nella Rocca Sanvitale, la seconda edizione di una
gara, tra chef, per confezionare il miglior gelato con l'azoto
liquido. In Valtaro, in Valceno... la solita minestra! |
Mettere i naso fuori
dall'uscio di casa fa sempre bene. E' facile andare negli studi, infondo
benevoli e tolleranti, di RTA ad in incensarsi, sparando numeri e cifre,
impossibili da controllare; un po' diverso, tutta un'altra storia, doversi
confrontare con dei numeri assoluti.
Vi chiederete cosa c'entra Fontanellato con la Valtaro, con la Valceno? E
anche cosa c'entra il gelato "estemporaneo", quello fatto con
l'azoto liquido, secondo i dettami di un nuovo modo di creare cibi,
inventati da Davide Cassi, un geniale professore di fisica dell'Università
di Parma?
C'entra eccome. C'entra per confronto, soprattutto. In alcune zone della
nostra provincia, nonostante il quasi nulla presente (non é il caso della
deliziosa Fontanellato), si cerca sempre, inventandone una più del diavolo,
di generare qualcosa di attrattivo. Si attraggono nuove idee, nuove
tendenze. A Fontanellato, per riempire una domenica di giugno, si sono
inventati la gara internazionale, a coppie, per il migliore gelato creato
con l'azoto liquido. Con tanto di giuria mediatica e scientifica.
Ingredienti: una quasi novità (seconda edizione!), i cuochi super
professionali della vicina università gastronomica Alma, due o tre
casseruole di acciaio, un cartone di succhi di frutta, un po' azoto liquido
e tanta pubblicità, tanta presenza mediatica. Risultato: tutto pieno, con
gente che arrivava da Milano, da Parma, da Bologna. In fondo per assaggiare
dieci grammi di gelato vellutato, con i cristalli fini.
Guardo la programmazione della stagione turistica Valtarese: scusate se mi
sbaglio, ma di innovativo, di veramente attrattivo, di distintivo, non ci ho
trovato proprio nulla. Le cause trovatele voi, il risultato, non proprio
positivo, é davanti agli occhi di tutti. Da un lato Fontanellato,
dall'altro... beh lasciamo stare. Qualche tempo addietro, si scomodò mezzo
mondo per un festival internazionale di jazz sinfonico, finito nel nulla
assoluto; qualche tempo prima, si sparò alto, con il tentativo di mettere
in piedi una mostra con i bozzetti di Guttuso; anche una mezza idea per un
concerto epico e irripetibile, in mezzo ai boschi, in una qualche data di
origine storica. Tutte belle idee, tutti sogni che svanirono all'alba.
Lasciando tutti con la bocca asciutta.
Ma ve le ricordate
le serate con Luisa Corna a Bedonia, con le auto parcheggiate fin dal Follo?
E le prime edizioni del Rally, con una processione di macchine, con le
"Deltone" e le "M3" che correvano come delle formula
uno? E la mostra di Ligabue al Museo delle Mura? Era il 2001, mica un secolo
fa. E le serate a base di Corona, Moric e veline al Babilonia, ora chiuso?
Sono secoli che a Borgotaro non si organizzi un bel concerto di musica, con
qualche nome di richiamo.
Oggi, ma forse é
una mia impressione, si sta navigando a vista, si sta vivendo con le idee
del passato. Se a Borgotaro togliessimo il Carnevale e la Sagra del Fungo ci
ritroveremmo più o meno in quattro gatti. Sono anni che non ci si inventa
più nulla di nuovo, che non si osa un po': andando a vedere le
manifestazioni, i tornei, le gare, i memorial, comunque tutti messi in piedi
da privati e da associazioni, si scopre che si é sempre alla XX o YY
edizione di "....". Tolti qualche pioniere, abbastanza
improvvisato, sempre dai numeri poco più che risicati, mai che si legga un
"prima edizione" del "premio internazionale tizio" o
della "gara italiana di sempronio" o del "concorso regionale
di caio".
Le cose, gli
avvenimenti, che richiamano RAI e Mediaset, e quindi turismo, oltre ai
citati Carnevale e Fiera del Fungo, si contano sulle dita di una mano: IL
PEN, la Fiera di Albareto, il Rally, la Motocavalcata, la Raschi... e poi...
e poi.... basta, scusate ma non mi viene in mente altro. Forse qualcosa mi
sfugge, sempre comunque tale da non stravolgere il mio ragionamento.
Io penso, a questo punto, che ci stiamo "mangiando", e anche
piuttosto in fretta, quella poca eredità turistica e attrattiva di chi é
venuto prima di noi.
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