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Click per ingrandire |

Funghi "misti" sott'olio: porcini, morette, steccherini e
trombette dei morti |

spezie: alloro, chiodi di garofano, grani di pepe |

funghi secchi - essiccati con "metodo tradizionale" |

Trombette dei morti |

Morette di fine stagione |

Morette con porcini di contrasto |

Funghi porcini preparati per
l'essiccazione |

Funghi porcini preparati per
l'essiccazione |

Funghi porcini preparati per l'essiccazione |

Funghi (porcini, morette e trombette dei morti) pronti per la cottura in
aceto |

Cottura dei porcini in aceto e vino bianco |

Prima scolatura |

Sistemazione per il raffreddamento |

Particolare dopo la cottura |

Cottura delle morette in aceto e vino bianco
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Prima scolatura |

Prima scolatura delle trombette dei morti bollite |

Vasi pronti con olio e altri funghi pronti |
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Testi e foto di
Mauro Delgrosso |
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Tempo di primi bilanci per i cercatori di funghi e gli appassionati di
micologia:una splendida annata per quello che riguarda la qualità, le
dimensioni medie e il periodo utile di raccolta (ormai oltre 45 giorni di
stagione favorevole). Un po' meno per la quantità: escluse le grandi raccolte
dei boschi di Albareto e Nola, le altre zone di ricerca si sono comportate
al di sotto della media annuale. Grande affluenza di cercatori, con punte di
oltre 5000 cercatori "non indigeni" al giorno.
Bilanci e valutazioni, ma anche tempo di conservazione e di messa in
dispensa. Molti cercatori ed appassionati di cucina preferiscono di gran
lunga consumare i funghi conservati, piuttosto di quelli cucinati freschi.
Ecco due ricette tipiche per la conservazione: i funghi secchi e i funghi
sott'olio.
La preparazione dei funghi secchi si perde nella passato: notizie certe sul
consumo le abbiamo in epoca rinascimentale ("trifola secca") e in tutto
l'ottocento. Farli é semplicissimo; ecco il metodo "tradizionale", basato
sull'uso di reti poste in prossimità di una stufa a legna in ghisa,
alimentata con legna di faggio o quercia, e in ambiente chiuso.
Si affettano con una lama tagliente i funghi in senso longitudinale rispetto
il gambo, con fette di spessore di almeno 5 millimetri, facendo attenzione a
non guastare la geometria perfetta del fungo; si adagiano quindi le fette su
reti o setacci fatti con rete fine in acciaio. Si lasciano a seccare in
prossimità di una stufa a legna, in ghisa e perennemente accesa a fuoco
lento per almeno 36 ore. Si insaccano i funghi, ormai secchi, in fodere di
lino o cotone e si lasciano riposare per alcuni giorni in prossimità sempre
della stufa. Si conservano, ovviamente in luogo secco e a temperatura
costante, in damigianette in vetro sigillate, a collo largo e con
alcuni grani di pepe messi sul fondo. Per chi non ha una stufa a legna,
locali, reti e quanto altro, esistono in commercio degli ottimi essiccatori
ad aria (ad es. gli essiccatori Valla, venduti sul nostro portale) di
eccezionale qualità e di semplicissimo utilizzo.
Tutt'altra cosa i funghi sott'olio: presi funghi freschissimi e
giovanissimi, completamente privi di parassiti, si mondano e si lavano (i
porcini con una spugnetta, gli altri, in quanto ricchi di residui di terra e
sabbia, immergendoli in acqua corrente). Si asciugano e si lasciano riposare
per almeno 3 ore su un asciugamano lindo. Si tagliano a pezzi e quindi si
scottano per alcuni minuti in una soluzione 50% aceto bianco e 50% vino
bianco secco a bassa gradazione, una manciata di sale grosso e pochi chiodi
di garofano.
Prima si preparano i funghi "chiari di carne" (porcini, morette) e quindi
gli altri (trombette dei morti per ultime). Si scolano con mescola forata e
quindi si adagiano su un panno di cotone lindo e asciutto. Vi si lasciano
riposare per una notte. All'alba si invasano (con mani perfettamente pulite
e mascherina) in vasi di vetro sterilizzati; le varie qualità si possono
tenere in vasi separati, oppure fare delle miscele. Nei vasi possono
prendere posto una foglia di alloro e pepe in grani secondo i gusti; a
coprire tutto, olio extravergine, leggero e poco fruttato. Conservati in
cantina fresca e buia; controllati almeno quindicinalmente (non devono
fermentare, perdere olio o mutare colore). Idealmente consumati dopo non
meno di 30 giorni dall'invasatura, durano per alcuni mesi; secondo
tradizione valtarese si gustano il giorno di Natale, come antipasto. L'olio
di conservazione é ottimo per bruschette, crostini e per condire patate e
verdure lessate.
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