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Bedonia 24/27 Settembre 1998 |
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CONFERENZA DEGLI EMILIANO | ||
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di cartone, archiviati nell’album dei ricordi i volti scavati dalla
fatica, i nuovi protagonisti dell’emigrazione emiliano-romagnola si sono
confrontati per quattro giorni, a fine settembre a Bedonia, in occasione
della loro seconda conferenza regionale, presentandosi per quel che oggi
sono o sono diventati. Tecnici, imprenditori, docenti, professionisti
affermati o, semplicemente, gente che si gode i frutti di una vita di
lavoro, con i figli laureati, la casa propria, solide posizioni economiche
alle spalle. Niente a che vedere con l’emigrazione della prima ora o con
una certa immagine stereotipata del nostro paese all’estero: Italia uguale
mafia, pizza e spaghetti. L’emigrazione è cambiata. Per i nostri giovani,
andare a lavorare in un altro paese, al seguito di imprese nazionali,
costituisce un’occasione di arricchimento professionale, vissuta per lo
più come esperienza temporanea. E cosi, anche la nostalgia per la “patria
lontana” non è più quella di un tempo, oggi, nell’era di Internet, dei
voli intercontinentali e della globalizzazione dei mercati che ci
trasforma tutti in potenziali cittadini del mondo. Eppure, questi perfetti
testimonial del nostro tempo e della laboriosità della nostra gente, quasi
sempre ben inseriti nel paese che li ospita, non hanno perso la voglia di
essere e restare italiani, di essere e restare emiliano-romagnoli.
Questa, della conservazione delle proprie radici culturali e del collegamento con la terra d’origine, è stata una delle questione più dibattute durante i lavori di Bedonia e non c’è da stupirsene pensando agli effetti che i grandi processi di mondializzazione in atto possono produrre sul piano delle culture e delle specificità nazionali che rischiano di dissolversi o annebbiarsi in un indistinta omologazione a scala planetaria. Un rischio, per la verità, presente anche all’interno dei confini nazionali ma che le nostre comunità all’estero avvertono evidentemente in misura particolare. I figli non parlano più la lingua dei padri, lo studio della lingua e della cultura italiana non compare nei programmi scolastici dei paesi ospitanti, né l’Italia si preoccupa a sufficienza di promuovere una corretta immagine di sé all’estero e una adeguata informazione sulla presenza italiana nel mondo sugli organi di stampa nazionali. Il risultato è che i nostri connazionali all’estero finiscono col vivere in una sorta di “zona di confine”: eternamente divisi tra ruolo pubblico, perfettamente integrato e produttivo, e sentimenti privati che, nonostante tutto, spingono verso un “altrove”. Troveremo ampia traccia di questi temi nei documenti finali della conferenza che rendiamo disponibili per la consultazione. Vi troveremo anche precise proposte, indirizzate alla Regione e alla Consulta per l’emigrazione ed immigrazione, volte a favorire questo collegamento tra le comunità all’estero e la loro terra d’origine. La Consulta per l’emigrazione e il Servizio stampa e comunicazione della Giunta regionale hanno già dichiarato a Bedonia che intendono fare fino in fondo la propria parte. Fra pochi giorni verrà spedito alle Associazioni dei corregionali all’estero il primo numero della rivista ER: nuovo “biglietto da visita” dell’Emilia-Romagna nel mondo. Stiamo poi già lavorando alla progettazione di un sito Internet interamente dedicato a questi temi. In queste pagine on-line, che saranno in versione plurilingue, daremo conto di tutte le iniziative della Regione Emilia-Romagna rivolte all’estero: dalle iniziative commerciali, alle visite diplomatiche, agli eventi culturali e agli spettacoli esportati nei diversi paesi. Informeremo poi sulle iniziative regionali in sede comunitaria, forniremo notizie dedicate ai giovani favorendo anche scambi culturali tra coetanei residenti in Emilia-Romagna e all’estero. Attiveremo poi, naturalmente, canali di comunicazione con le nostre Associazioni regionali, presenti in 19 paesi nel mondo che verranno gradualmente dotate, come già anticipato dagli amministratori regionali, di postazioni Internet con cui potranno non solo informarsi ma anche partecipare e comunicare tra loro. Si tratta di un lavoro non semplice che vedrà la luce non prima del prossimo anno. Siamo a disposizione per raccogliere ogni suggerimento utile per svolgerlo al meglio. (ac)
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Le immagini del testo sono tratte dalla mostra “Lo sguardo
altrove...”, programmata in occasione della 2a conferenza regionale degli
emiliani romagnoli nel mondo svoltasi nel Seminario di Bedonia dal 24 al
27 settembre 1998. |
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