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Borgotaro - Teatro Farnese       18 Dicembre 2003 02

Immagini della serata al teatro Farnese,
all'insegna del dialetto

I Fiő dal Burgu incantano ancora:
grande successo della prima di
"L'abito no
n fa il monaco, ma...
"
(di Mario Faccini)

 

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Testi e foto di Mauro Delgrosso
Attenzione: il  materiale fotografico e i testi riportati sono di proprietà del portale Valtaro.it; é espressamente vietato l'utilizzo in qualsiasi forma, anche parziale o modificata, e per qualsiasi motivo.


Il suggeritore e vice-regista Filippo Galli

L'intera compagnia: I Fiő dal Burgu

Pippo Caramagna. il regista

Carlo Contini (Tancredi)

Maria Rosa Pattoneri (Onestina)

Franco Brugnoli (Eusebio)

Renato Toschi (Passepartout)

Marco ferrari (Ortica)

Claudia Leonardi (Emma)

Giuseppina Brugnoli (Elvigia)

Stefania Ariata (Osanna)

Daniela Orsi (Chiara)

Clara Molinari la costumista e supporter

Tiziana Paoli

I "bigliettai ufficiali" della compagnia: simpaticissimi come gli attori!

Ultimi ripassi

Gianni e Rosalba: i truccatori e acconciatori

Trucco

Trucco

Pronti ad entrare

Pronti ad entrare

Pronti ad entrare

Di corsa...

La preparazione dell'Alto Prelato...

Pronti ad entrare

Uno sguardo sul pubblico

Pronti ad entrare

Tutti sul palco

Pronti ad entrare

Tutti sul palco

Tancredi, Onestina e Eusebio

Un salto nel tempo, tutti sul palco: gli applausi finali

Tancredi e Onestina

Osanna e Tancredi

Passepartout e Chiara

Tutti sul palco

Osanna e Tancredi

Chiara e Tancredi

Chiara e Tancredi

Osanna e Ortica

Ladri!

Osanna e Ortica

Eusebio e i "religiosi"

Emma

Chiara

Eusebio

Eusebio e i "religiosi"

Eusebio e Onestina

Eusebio e Onestina

La scena, dall'alto

Ladri!

Eusebio Ortica e Osanna

Passepartout e Chiara

Eusebio e i "religiosi"

Ortica e Osanna

Ortica e Osanna

Ortica e Osanna

Emma, Elvigia e Onestina

Passepartout e Ortica

Emma, Elvigia e Onestina

Uno sguardo sul pubblico

Uno sguardo sul pubblico: Massimo e Licia Piscina, autori e realizzatori delle scenografie

Uno sguardo sul pubblico

Uno sguardo sul pubblico


Uno sguardo sul pubblico

Uno sguardo sul pubblico

Uno sguardo sul pubblico

Uno sguardo sul pubblico

Uno sguardo sul pubblico

Uno sguardo sul pubblico

Uno sguardo sul pubblico

Uno sguardo sul pubblico

Uno sguardo sul pubblico

Tutti in scena

Uno sguardo sul pubblico

Uno sguardo sul pubblico

I mandolinisti di Borgotaro

Uno sguardo sul pubblico

Uno sguardo sotto il palcoscenico

Dave, "the cameramen"

Uno sguardo sul pubblico
 
Appuntamento... al prossimo spettacolo!!!
 
Testi e foto di Mauro Delgrosso
Tutti i diritti sono riservati, proprietà esclusiva del portale Valtaro.it, é vietata ogni forma di utilizzo non autorizzato.

 

Bravissimi, belli e come sempre piacevoli: i "Fiő dal Burgu" ci hanno regalato una bellissima e spensierata serata, all'insegna dell'allegria e della tradizione dialettale.
Mesi a provare, per il solo piacere di divertirsi e di far divertire la gente, senza troppe pretese ma con una grande passione nel cuore.
Dialetto, battute, ritmo, un bel copione; qualche azzeccata improvvisazione, come nella Commedia dell'Arte.

Bravi, belli e veramente piacevolissimi.
Mi mancavano, ci mancavano: da quasi due anni i
"Fiő dal Burgu" non calcavano le scene della Valle.
In poche ore (non giorni!), appena messi in vendita, i biglietti per la bella commedia, scritta appositamente per la Compagnia borgotarese da Mario Faccini, sono letteralmente andati a ruba.
Platea e galleria del teatro Farnese si sono riempiti in un baleno. Mesi di prove notturne, grande passione, grande impegno, grande affiatamento, hanno dato i loro frutti.
I personaggi, al pari di una Compagnia composta da professionisti, sono stati tutti estremamente equilibrati,  pronti alle sollecitazioni, emotivamente ben carichi. Ben diretti e attentamente guidati da Pippo Caramagna: col passare del tempo, ogni suo lavoro é sempre più bello, lo trovo sempre più piacevole. Sta diventando, sempre meno appartenente al mondo dei semplici "dilettanti", veramente bravo. Come anche l'apparentemente burbero Filippo Galli, intento ad aiutare il regista e a dare i tempi giusti come suggeritore.
Grande ritmo, battute sempre pronte, molta presenza di scena. E soprattutto, grande divertimento degli attori e degli organizzatori.
Ve lo assicuro: girando dietro le scene, durante la rappresentazione, si respira una piacevole aria di complicità, di divertimento puro, di evasione mentale. Sono tutti splendidi, a volte sembrano quasi tornare bambini, candidi nell'anima: si divertono come dei matti, giocano con le parti, con i vestiti, con le prove. Ti fanno venir una gran voglia di metterti a recitare. Li ripenso, un attimo.
Stefania Ariata, anche se da poco é divenuta una felice mamma, ci ha regalato una grande serata: é energia allo stato puro; nel ridere, nel piangere, nell'agitarsi, una splendida persona come sempre. Franco Brugnoli il prototipo del gentiluomo di campagna, anzi del Borgo, elegante e misurato, ritmato e perfetto nell'esecuzione come un pezzo di grande jazz e... come sempre, ancora piacevolmente borgotarese, fino in fondo. Maria Rosa Pattoneri, in splendida forma, affascinante, magnetica e spontanea come suo solito, come nella vita di tutti i giorni: il tempo per lei sembra non passare mai, ogni anno é sempre più bella. Marco (Marchetto) Ferrari: come ho già detto tante volte (lo penso davvero) é un personaggio rubato al cinema e al teatro, non perde occasione per essere un piacevole e intelligente guitto, capace di improvvisarti l'inimmaginabile; in fondo é meglio, che resti quello che é, così al Borgo riusciamo a godercelo fino in fondo, tutto nostro e nostrano. Renato Toschi, il parmigiano DOC, é sempre un piacevole e indispensabile tocco di innata simpatia e di presenza scenica; la sua arte ce l'ha dentro,  arriva dalle bonarie atmosfere della bassa di Parma. Giuseppina Brugnoli, lei invece é la vera borgotarese DOC; nella voce, nei movimenti, nell'intonazione, nello sguardo: é veramente evocativa in ogni sua espressione. Clara Leonardi, piacevole e leggera, fine ma allo stesso tempo effervescente e pimpante come il personaggio di Emma voleva; Daniela Orsi, la donna che da sempre, nelle commedie dialettali, parla solo in italiano: senza mezze parole é sempre più bella, elegante e brava. Per ultimo, non per merito ma solo perché é capitato così, Carlo Contini bravissimo, energetico e spontaneo, come nella vita di tutti i giorni: la figura della piacevole canaglia, sempre intenta a complicarsi la vita, gli riesce sempre benissimo, quasi una seconda personalità. I trucchi di Gianni e Rosalba Delpoio e le scenografie di Massimo Piscina hanno chiuso armoniosamente il cerchio dell'organizzazione, insieme alle note della fisarmonica di Tiziana Paoli e dei Mandolinisti di Borgotaro.
 
Penso agli ultimi istanti prima dell'inizio della  commedia, dell'alzata del sipario, mentre il presentatore sta per terminare le parole; gli attori fremono un po', ripassano la parte, scherzano; poi, uno alla volta, al momento giusto, escono sul palcoscenico e recitano, facendo iniziare la magia; vedi dalle loro espressioni, in quella frazione infinitesima di tempo, che sono li per il semplice piacere di farlo, per il piacere di far divertire gli spettatori.
Li sento parlare anche con le frasi del mio dialetto, li sento distinguersi con le parole e le espressioni che mi appartengono e sono nella mia anima, nella mia mente, ancora in modo totale; momenti particolari e unici, per uno come me e come penso anche per tanti altri presenti in teatro; ho imparato, grazie alla cocciutaggine, all'intelligenza e alla lungimiranza dei miei nonni, come prima lingua, il dialetto dal "Burgu": é stata la loro eredità più importante, insieme alla vita; sentendo e vedendo recitare, ho pensato a tanti anni fa, agli infiniti dialoghi con mio nonno, mentre mi metteva seduto su un ramo, mentre falciava l'erba a mano, oppure correndo in bici lungo le stradine del Taro, o camminando con lui per il centro del Borgo, con l'odore delle pagnotte portate a cuocere al forno. Un mondo, un po' incantato, che é scomparso, che appartiene sempre di più  solo alle commedie e al teatro.
A volte, riflettendo, in certi momenti della mia vita, non mi rendo conto se penso in dialetto o in italiano. Mi capita anche adesso, mentre scrivo, in piena notte, cercando di ripensare alle battute e ai momenti della commedia.
Una cultura, un modo di vivere, antiche cadenze, strane sensazioni che poco per volta si spengono. E che solo pochi appassionati, profondamente innamorati del nostro "Burgu" tengono ancora in vita, con tanta fatica e per il piacere di tutti.
"I Fiő dal Burgu": ancora una volta straordinariamente bravi, e per questo per sempre nel cuore di tutti i borgotaresi, di tutti i valtaresi; per quello che ogni anno, con tanta fatica e tanta passione, riescono a donarci.