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Testi e foto di
Mauro
Delgrosso
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fotografico e i testi riportati sono di proprietà del portale Valtaro.it; é
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modificata, e per qualsiasi motivo. |

Il suggeritore e
vice-regista Filippo Galli |

L'intera compagnia:
I
Fiő dal Burgu |

Pippo Caramagna. il
regista |

Carlo Contini (Tancredi) |

Maria Rosa Pattoneri
(Onestina) |

Franco Brugnoli (Eusebio) |

Renato Toschi
(Passepartout) |

Marco ferrari (Ortica) |

Claudia Leonardi (Emma) |

Giuseppina Brugnoli (Elvigia) |

Stefania Ariata (Osanna) |

Daniela Orsi (Chiara) |

Clara Molinari la
costumista e supporter |

Tiziana Paoli |

I "bigliettai ufficiali"
della compagnia: simpaticissimi come gli attori! |

Ultimi ripassi |

Gianni e Rosalba: i
truccatori e acconciatori |

Trucco |

Trucco |

Pronti ad entrare |

Pronti ad entrare |

Pronti ad entrare |

Di corsa... |

La preparazione dell'Alto Prelato... |

Pronti ad entrare |

Uno sguardo sul pubblico |

Pronti ad entrare |

Tutti sul palco |

Pronti ad entrare |

Tutti sul palco |

Tancredi, Onestina e
Eusebio |

Un salto nel tempo, tutti
sul palco: gli applausi finali |

Tancredi e Onestina |

Osanna e Tancredi |

Passepartout e Chiara |

Tutti sul palco |

Osanna e Tancredi |

Chiara e Tancredi |

Chiara e Tancredi |

Osanna e Ortica |

Ladri! |

Osanna e Ortica |

Eusebio e i "religiosi" |

Emma |

Chiara |

Eusebio |

Eusebio e i "religiosi" |

Eusebio e Onestina |

Eusebio e Onestina |

La scena, dall'alto |

Ladri! |

Eusebio Ortica e Osanna |

Passepartout e Chiara |

Eusebio e i "religiosi" |

Ortica e Osanna |

Ortica e Osanna |

Ortica e Osanna |

Emma, Elvigia e Onestina |

Passepartout e Ortica |

Emma, Elvigia e Onestina |

Uno sguardo sul pubblico |

Uno sguardo sul pubblico:
Massimo e Licia Piscina, autori e realizzatori delle scenografie |

Uno sguardo sul pubblico |

Uno sguardo sul pubblico |

Uno sguardo sul pubblico |

Uno sguardo sul pubblico |

Uno sguardo sul pubblico |

Uno sguardo sul pubblico |

Uno sguardo sul pubblico |

Uno sguardo sul pubblico |

Uno sguardo sul pubblico |

Uno sguardo sul pubblico |

Uno sguardo sul pubblico |

Tutti in scena |

Uno sguardo sul pubblico |

Uno sguardo sul pubblico |

I mandolinisti di
Borgotaro |

Uno sguardo sul pubblico |

Uno sguardo sotto il
palcoscenico |

Dave, "the cameramen" |

Uno sguardo sul pubblico |
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Appuntamento... al
prossimo spettacolo!!! |
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Testi e foto di
Mauro
Delgrosso
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Bravi, belli e
veramente piacevolissimi.
Mi mancavano, ci mancavano: da quasi due anni i
"Fiő dal Burgu" non calcavano le
scene della Valle.
In poche ore (non giorni!), appena messi in vendita, i biglietti per la
bella commedia, scritta appositamente per la Compagnia borgotarese da Mario
Faccini, sono letteralmente andati a ruba.
Platea e galleria del teatro Farnese si sono riempiti in un baleno. Mesi di
prove notturne, grande passione, grande impegno, grande affiatamento, hanno
dato i loro frutti.
I personaggi, al pari di una Compagnia composta da professionisti, sono
stati tutti estremamente equilibrati, pronti alle sollecitazioni,
emotivamente ben carichi. Ben diretti e attentamente guidati da Pippo
Caramagna: col passare del tempo, ogni suo lavoro é sempre più bello, lo
trovo sempre più piacevole. Sta diventando, sempre meno appartenente al
mondo dei semplici "dilettanti", veramente bravo. Come anche
l'apparentemente burbero Filippo Galli, intento ad aiutare il regista
e a dare i tempi giusti come suggeritore.
Grande ritmo, battute sempre pronte, molta presenza di scena. E soprattutto,
grande divertimento degli attori e degli organizzatori.
Ve lo assicuro: girando dietro le scene, durante la rappresentazione, si
respira una piacevole aria di complicità, di divertimento puro, di evasione
mentale. Sono tutti splendidi, a volte sembrano quasi tornare bambini,
candidi nell'anima: si divertono come dei matti, giocano con le parti, con i
vestiti, con le prove. Ti fanno venir una gran voglia di metterti a
recitare. Li ripenso, un attimo.
Stefania Ariata, anche se da poco é divenuta una felice mamma, ci ha
regalato una grande serata: é energia allo stato puro; nel ridere, nel
piangere, nell'agitarsi, una splendida persona come sempre. Franco
Brugnoli il prototipo del gentiluomo di campagna, anzi del Borgo,
elegante e misurato, ritmato e perfetto nell'esecuzione come un pezzo di
grande jazz e... come sempre, ancora piacevolmente borgotarese, fino in
fondo. Maria Rosa Pattoneri, in splendida forma, affascinante,
magnetica e spontanea come suo solito, come nella vita di tutti i giorni: il
tempo per lei sembra non passare mai, ogni anno é sempre più bella. Marco
(Marchetto) Ferrari: come ho già detto tante volte (lo penso davvero) é
un personaggio rubato al cinema e al teatro, non perde occasione per essere
un piacevole e intelligente guitto, capace di improvvisarti
l'inimmaginabile; in fondo é meglio, che resti quello che é, così al Borgo
riusciamo a godercelo fino in fondo, tutto nostro e nostrano. Renato
Toschi, il parmigiano DOC, é sempre un piacevole e indispensabile tocco
di innata simpatia e di presenza scenica; la sua arte ce l'ha dentro,
arriva dalle bonarie atmosfere della bassa di Parma. Giuseppina Brugnoli,
lei invece é la vera borgotarese DOC; nella voce, nei movimenti,
nell'intonazione, nello sguardo: é veramente evocativa in ogni sua
espressione. Clara Leonardi, piacevole e leggera, fine ma allo stesso
tempo effervescente e pimpante come il personaggio di Emma voleva;
Daniela Orsi, la donna che da sempre, nelle commedie dialettali, parla
solo in italiano: senza mezze parole é sempre più bella, elegante e brava.
Per ultimo, non per merito ma solo perché é capitato così, Carlo Contini
bravissimo, energetico e spontaneo, come nella vita di tutti i
giorni: la figura della piacevole canaglia, sempre intenta a complicarsi la
vita, gli riesce sempre benissimo, quasi una seconda personalità. I trucchi
di Gianni e Rosalba Delpoio e le scenografie di Massimo Piscina
hanno chiuso armoniosamente il cerchio dell'organizzazione, insieme alle
note della fisarmonica di Tiziana Paoli e dei Mandolinisti di
Borgotaro.
Penso agli ultimi istanti prima dell'inizio della commedia,
dell'alzata del sipario, mentre il presentatore sta per terminare le parole;
gli attori fremono un po', ripassano la parte, scherzano; poi, uno alla
volta, al momento giusto, escono sul palcoscenico e recitano, facendo
iniziare la magia; vedi dalle loro espressioni, in quella frazione
infinitesima di tempo, che sono li per il semplice piacere di farlo, per il
piacere di far divertire gli spettatori.
Li sento parlare anche con le frasi del mio dialetto, li sento distinguersi
con le parole e le espressioni che mi appartengono e sono nella mia anima,
nella mia mente, ancora in modo totale; momenti particolari e unici, per uno
come me e come penso anche per tanti altri presenti in teatro; ho imparato,
grazie alla cocciutaggine, all'intelligenza e alla lungimiranza dei miei
nonni, come prima lingua, il dialetto dal "Burgu": é stata la loro eredità
più importante, insieme alla vita; sentendo e vedendo recitare, ho pensato a
tanti anni fa, agli infiniti dialoghi con mio nonno, mentre mi metteva
seduto su un ramo, mentre falciava l'erba a mano, oppure correndo in bici
lungo le stradine del Taro, o camminando con lui per il centro del Borgo,
con l'odore delle pagnotte portate a cuocere al forno. Un mondo, un po'
incantato, che é scomparso, che appartiene sempre di più solo alle
commedie e al teatro.
A volte, riflettendo, in certi momenti della mia vita, non mi rendo conto se
penso in dialetto o in italiano. Mi capita anche adesso, mentre scrivo, in
piena notte, cercando di ripensare alle battute e ai momenti della commedia.
Una cultura, un modo di vivere, antiche cadenze, strane sensazioni che poco
per volta si spengono. E che solo pochi appassionati, profondamente
innamorati del nostro "Burgu" tengono ancora in vita, con tanta fatica e per
il piacere di tutti.
"I Fiő dal Burgu": ancora una volta straordinariamente bravi, e per
questo per sempre nel cuore di tutti i borgotaresi, di tutti i valtaresi;
per quello che ogni anno, con tanta fatica e tanta passione, riescono a
donarci.
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