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Novembre.
Autunno inoltrato. Le nostre vallate cambiano di tonalità, da un
verde acceso si passa lentamente al giallo pallido, per arrivare poi
al grigio-verde dei tronchi nudi. La natura, prima di giungere a
questa “morte apparente”, lancia nell’aria il suo ultimo “respiro”,
a
poco a poco tutto cambia, e ciò che ci circonda ha un aspetto
gioioso e sfolgorante, fatto di tantissimi colori e infinite
gradazioni.
Chi
ha l'opportunità di percorrere in macchina le nostre vallate non può
che esserne distratto, affascinato, in questa stagione sono
realmente attraenti, dietro ad ogni curva c'è un paesaggio diverso,
una luce diversa, sensazioni davvero originali, da perdercisi
dentro. Chi ha invece la fortuna di poterle osservare passeggiando
non può che rimanerne incantato, la moltitudine di sfumature prende
il sopravvento su tutto.
Sono contrasti di colore fatti di cielo, sole e ombre. Larghi spazi,
frammenti,
impressioni. Richiamano alla mente quadri già visti, molti di questi
scenari riportano a quelli che ispirarono, o meglio
"impressionarono", Monet o Renoir nelle loro rappresentazioni
provenzali.
Ma ritorniamo con i piedi per terra, nella nostra terra. Senza
dubbio è meglio “afferrare” queste percezioni lasciando la macchina
il più lontano possibile. Solo così si possono meglio osservare le
foglie che cadono e quelle che ciondolano; quelle gialle, verdi e
rossastre; quante già secche e quante ancora vitali, anche se ormai
la gran parte non è più sugli alberi. La loro consistenza regala un
soffice tappeto su cui camminare, come tante squame abbandonate a
terra. Sembra che il sole abbia perso la sua “pelle” estiva, le sue
scaglie dorate giacciono inermi sotto ai piedi.
E’ il sacrificio che ogni anno, in autunno, si ripete.
P.s.
Per coloro che non hanno la possibilità di recarsi nelle nostre
vallate, né in auto e né a piedi, c'è un'altra opportunità:
"immergersi" nelle foto qui sotto e chiudere gli occhi...
Testo e foto di Gigi
Cavalli
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