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Foto e
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Al mare, a Marina di
Massa, con la Parrocchia,
appena dopo la 2° Guerra Mondiale
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Un po' di immagini di Marina di
Massa
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In spiaggia
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In colonia
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La Madonnina, quando
ancora era nel cortile dell'asilo vecchio (Museo delle Mura) a Borgotaro
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La Madonnina, nel
cortile della Colonia, oggi
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Il mare, di sera...
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Foto e testi di Mauro
Delgrosso
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La
"colonia" estiva Regina Pacis di Marina di Massa: un'idea
che viene da lontano, che ha sessant'anni, che rappresenta la vacanza
di qualitą ma "facile", rilassante, a misura di famiglia,
di figli e di rapporti umani. |


Altri tempi, altre
caratteristiche di uomini, altre capacitą di saper interpretare e vedere il
futuro.
Era il lontano 1948, la Guerra Mondiale era terminata da soli tre anni;
l'Italia era piena di ferite, in ogni settore sociale, e Mons. Giuseppe
Nestori, a Marina di Massa, per portare i bimbi di Borgotaro al Mare, per
toglierli dalle strade, prese in affitto un paio di casette; due casine, una
per i bimbi, una per le bimbe, poco pił che due baracche, che sorgevano in
un campo assolato, in prossimitą della zona dove ora sorge la colonia
estiva Regina Pacis, in Via delle Pinete.
Sono passati sessant'anni, e l'intuizione di quel prete, purtroppo morto
giovane, si sta rivelando quanto mai indovinata.
La Colonia dei borgotaresi al mare, nei decenni, con tantissimi sacrifici,
con caparbietą, é diventata un luogo importantissimo, per lo spirito e per
il corpo: tre edifici, migliaia di metri quadri di parco, recintato e
sicuro, tenuto splendidamente, a due passi dal mare; parcheggi, giochi per i
bimbi, una fresca e bellissima pineta, un campetto da calcio; locali
ordinati e accoglienti per bambini, per giovani o per famiglie intere; una
spiaggia riservata, gestita con intelligenza, con attenzione.
Una tradizione, un punto di riferimento facile e sicuro, soprattutto
sociale; dove, ogni anno, centinaia di borgotaresi, trovano il tempo di
stare insieme, di godersi la famiglia, in maniera rilassata ed elegante;
riuscendo a fermare un po' il ritmo frenetico della vita di tutti i giorni,
trovando il tempo di incontrare se stessi, i propri figli, i propri amici.
Senza dover essere costretti a portare delle maschere, dei costumi finti.
Un intuizione,
appunto di tanti anni fa, che dura da oltre mezzo secolo; una valvola di
sfogo, dall'inestimabile valore sociale e anche economico, un rifugio,
soprattutto mentale, dove tutti si é un po' pił uguali del solito, un po'
pił nostrani e in fondo anche pił belli; a soli due passi dal Borgo, a
meno di un'ora d'auto; dove trascorrere delle bellissime, e in fondo un po'
esclusive, vacanze; senza spendere una follia e con la sicurezza di essere
in mezzo al calore degli amici che si incontrano tutti i giorni.
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