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Siamo,
in alta Valceno, a novecento metri sopra il livello del mare. La
recente ed abbondante nevicata è ancora ben presente, la strada che
giunge alla piccola frazione è tutta bianca e segnata da alte sponde
di neve. Selvola è abitata ormai da una manciata d’abitanti, tra
loro ce n’è una “illustre”, si chiama Caterina Pietrantoni. La sua
celebrità è dovuta ai 101 anni che ha festeggiato il primo Marzo
scorso. La donna più anziana del comune di Bedonia.
La stradina che porta alla sua casa è ancora ricoperta dalla neve,
ci si arriva solo a piedi, c’è solamente un piccolo varco. La casa è
bene esposta e domina la vallata. Un cane mi viene incontro
abbaiando. Un vicino si affaccia, intuisce la mia visita, e mi dice
di bussare “forte” ai vetri della cucina. E’ lei stessa ad aprirmi
la porta. Gli spiego il motivo della mia presenza. Lei sorride e mi
fa entrare (in quella cucina ci saranno “mille” gradi). Vuole
offrirmi un “bicchierino”. Mi guardo intorno: una vecchia radio
degli anni 50, la televisione, la corona del rosario e alcuni
messali mi fanno capire chi sono i suoi abituali “amici”.
Arriva uno dei suoi nipoti, 76 anni, anche lui si siede accanto alla
stufa.
Dice che è sorpresa da tutto questo interesse, aggiungendo che lei
non è mai stata una persona importante: ha solamente lavorato la
terra, tagliato legna e gestito una trattoria a Ponteceno per oltre
trent’anni. Lo specifica perché nei giorni scorsi l’hanno lusingata
in parecchi: Gazzetta di Parma, TV Taro, TV Parma, il Sindaco di
Bedonia, tanti amici e conoscenti.
Basta parlare con lei alcuni minuti per capire il perché di tanta
affettuosità. Di suo non aggiunge niente, risponde solo alle
domande, lo stretto necessario, sembra che il resto sia solo
superfluo; questa è indiscutibilmente una prerogativa dovuta alla
saggezza della sua lunga esistenza.
Successivamente,
spronata dal nipote, parla di guerre, fame, dispiaceri, gioie.
Inevitabile parlare poi della famiglia: vive sola da quasi trent’anni.
Il motivo lo racconta con straordinaria lucidità. Si sposa a diciott’anni con Alessandro Moglia del limitrofo Casalporino. Dopo
poco nasce il primo figlio Angelo, che muore però all’età di due
anni, nasce quindi Carlo, il secondogenito. Purtroppo a soli 37 anni
si ritrova vedova con un figlio da mantenere, con il quale gestirà
poi la trattoria per molti anni; quando la chiuse nel 1978 il figlio
emigrò in Canada e lì mori qualche anno fa.
E’ questo purtroppo il dazio da pagare quando si vive così a lungo:
la vita ti passa tutta davanti inesorabilmente.
Oggi ha solo la nipote Amalia, la figlia di Carlo, che vive sempre
in Canada e due nipoti che vivono lì a Selvola, a pochi passi da
lei.
Il suo viso sprigiona in ogni modo serenità, tanta tenerezza e le
sue “centouno rughe” mi hanno raccontato più di quanto ho ascoltato.
Testo e foto di Gigi
Cavalli
P.s.
La signora Pietrantoni è deceduta nel marzo 2005 all'età di 102 anni
G.C.
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