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La
sfilata carnevalesca della domenica, a Borgotaro: quest'anno
purtroppo senza carri, sempre con tante maschere, ma anche con qualche
polemica... |
Massimo Pesci si é
superato: il "suo" Angelo Franchi era un vero capolavoro, degno delle
migliori scuole di recitazione e di trucco. Si stentava a distinguerlo da
quello vero, anche per la mimica e per l'imitazione di quel filo di voce che
anche il "maestro della fotografia valtarese DOC" usa per comunicare.
Maschere dappertutto, alcuni gruppi ben organizzati, parecchia gente per le
strade. La solita bellissima e unica allegria che circonda il Nostro
Carnevale, sostenuta dalla nostra voglia di far festa insieme; ho scritto
"Nostro" intendendolo come quello degli abitanti della Valle, del Borgo.
Ma... ma... ora mi
toccherà scrivere delle parole che forse a qualcuno dispiacerà leggere,
delle riflessioni che non sarà piacevole fare.
Ma tant'é, in fondo non farò altro che riportare quello che in tanti pensano
e dicono: mancavano i tradizionali carri e, dal mio punto di vista, dal mio
modo di rilevare, con loro sono mancati tantissimi turisti; intesi anche
come entità che porta ricchezza economica reale nei nostri paesi.
Un conto é
organizzare il Carnevale per seguire le nostre tradizioni, per seguire il
nostro spirito, il nostro modo di sentire la socialità: in questo caso,
economicamente parlando, non facciamo altro che far circolare,
scambiandoceli, i nostri soldi; sempre quelli, sempre troppo pochini,
nessuna risorsa in più. In questo caso si parla di una perdita, o al meglio,
di una specie di pareggio.
Un altro caso é cercare di fare del turismo organizzato, ricorrente, sicuro:
quello che spesso può portare ricchezza vera, che può portare fonti di
guadagno esterne al nostro territorio; e questo penso che possa essere fatto
anche sfruttando (consentitemi il termine, un po' brutto) queste occasioni e
queste manifestazioni, realmente uniche nel loro genere.
Lo scorso anno abbiamo avuto la fortuna di assistere ad una sola sfilata,
forse per colpa del maltempo.
Quest'anno neanche quella: il motivo lo devo ancora capire (o forse faccio
finta di non averlo capito...). Si parla a livello politico di azioni di
sistema, di marketing territoriale, di interventi studiati: bene, se ho ben
capito, fare marketing territoriale vuol dire anche portare via "clienti
turistici" ad altri territori, o, almeno, conservare con cura e attenzione i
propri. Noi, a Carnevale, in un periodo morto dell'anno, di turisti ne
avevamo tanti: così facendo li abbiamo persi, a favore di qualcuno, vicino a
noi, più attento ai conti, forse più intelligente e meno sprecone.
Noi avevamo una bella tradizione, una consuetudine accettata e ben gestita,
che portava, da altre zone, centinaia di famiglie al Borgo; un turismo sano,
ben disciplinato, non invasivo, fatto di persone che spendevano, si
divertivano, e che avevano una bella occasione per conoscere le genti e i
luoghi della nostra montagna. Per conoscere anche i nostri prodotti.
In questo Carnevale
tutti hanno potuto vedere che l'impegno e l'energia dei volontari e
della popolazione (i beni più preziosi, unici), come sempre, c'erano tutti;
che l'aiuto, anche economico, delle imprese e dei commercianti anche: per
verificare quanto dico basta guardare l'elenco degli sponsor ufficiali.
Ma allora, quest'anno, cosa non ha funzionato, cosa si é inceppato?
Visti i risultati, é mancato sicuramente qualcosa d'altro: forse, ora, visto
quanto é successo, qualche riflessione diventa importante.
Sicuramente, recuperare tutto quanto é andato perduto, sarà molto faticoso,
quasi impossibile. Un vero peccato.
Continua...
con le immagini delle magnifiche feste
alla Discoteca Babilonia, con la
chiusura di martedì notte, con il Carnevale al Red Lion Pub della
Bertorella e alla Vekkia di Compiano. E con una sorpresa. Abbiate pazienza e
continuate a seguirci!!!
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