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La festa più tradizionale e folkloristica della Valceno è quella del primo maggio, ma non ha nulla a che vedere con la festa dei lavoratori. Per gli abitanti della provincia parmense più distante dal capoluogo, infatti, il primo maggio è l'occasione per celebrare l'arrivo della primavera. Il gruppo del Cantamaggio, formato da una sessantina di uomini di tutte le età, trascorre così l'intera giornata visitando tutti i paesi della vallata (Ponteceno, Anzola, Casalporino, Spora, Selvola, Volpara, Revoleto e Drusco) per cantare la canzone:
A voi padroni di casa, vi siam venuti a dire
che l'è arrivato maggio, se n'è partito aprile
capo di primavera.
Se non volete credere che maggio sia arrivato
affacciatevi al balcone vedrete ben fiorito
l'è maggio garantito.
Il mese di maggio è il mese di Maria
su' e su' cantiamo in compagnia.
Trecento costiole (crinali) abbiamo attraversato
trecento ragazzine abbiamo salutato.
Dateci delle uova massere (massaie)
dateci le uova della gallina bianca e se vurei che canta.
Vardei in te la vostra canteina, che ghe' una grossa teina
denene in fiaschetto, che ghe semo in sette o in otto.
In pace vi troviamo e in pace vi lasciamo
e arrivederci a un altr'anno.
La tradizione vuole che le strofe della canzone vengano intonate davanti alle case degli abitanti dei piccoli paesi. E poiché l'usanza nacque all'inizio del Novecento e il gruppo partiva da Spora per raggiungere tutti i paesi a piedi (percorrendo chilometri di sentieri) tutti si preoccupavano di fornire un po' di ristoro ai canterini. Davanti a ogni casa in cui "veniva cantato maggio" si faceva trovare tutto quanto poteva servire di sostegno all'impresa: uova, formaggio, salumi, torte salate e, naturalmente, vino in abbondanza. Anche se ormai il gruppo utilizza una corriera per gli spostamenti tra i paesi (che parte alle 8 del mattino da Anzola), gli abitanti della Valceno continuano a offrire generosamente cibi e bevande.
Lo spettacolo per centinaia di persone (donne, bambini e tutti quelli che non hanno la stoffa per partecipare all'impresa) è l'arrivo ad Anzola del gruppo del Cantamaggio nel tardo pomeriggio, intorno alle 18. I canterini dai volti allegri e dagli sguardi un po' assenti attraversano il paese cantando la canzone di maggio accompagnati dalle fisarmoniche e con la divisa tradizionale: camicia a scacchi e un cappello di paglia in testa, che sembra reggersi per una sorta di miracolo di-vino.
Ad Anzola il gruppo del Cantamaggio provvede a tagliare una grande torta, che viene distribuita a tutti i presenti. La festa continua in serata con balli suonati dalle orchestre locali e ulteriori brindisi per i più resistenti.
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