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Compiano - la frazione di Caboara       29 Novembre 2003 02

Immagini di un giorno nelle campagne e
nelle case di Caboara e dintorni

Caboara:
un piccolo mondo antico, che rinasce
 

 

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Testi e foto di Mauro Delgrosso
Attenzione: il  materiale fotografico e i testi riportati sono di proprietà del portale Valtaro.it; é espressamente vietato l'utilizzo in qualsiasi forma, anche parziale o modificata, e per qualsiasi motivo.


Livio Dallafiora

Il panorama, da Caboara

Armando dallafiora

Caboara

Caboara

Caboara

Anna con alcuni amici di Milano

Il massiccio del Pelpi

Livio

Caboara

La Valle, davanti a Caboara

Una bella presenza... anche a Caboara poteva mancare?

Armando

La Valle, davanti a Caboara

Prima e dopo la cura

Un tramonto di novembre, a Caboara

Sergio, il cacciatore

Un tramonto di novembre, a Caboara, con vista su Molinatico

From Caboara

Amici di Milano

Sempre bella presenza

L'albero di mele

Laggiù, Molinatico, il monte

L'albero, contro l'orizzonte

Un vecchio aratro

Un albero, nella luce del tramonto

Due giovanotti: 77 e 78 anni!

Le luci di un tramonto di novembre, a Caboara

Tramonto e pensieri;  davanti la campagna

Le luci di un tramonto di novembre, a Caboara

Quel che resta del pranzo...alla trattoria "da Mussi"

Il forno a legna, come nella notte dei tempi

Tavolo con vista, nella trattoria Mussi di Caboara

Torte

La dispensa

Anna e la sua mitica giardiniera

Anna e sua madre tirano la sfoglia

Sfoglia

Sfoglia

Uno scorcio di Caboara

Uno scorcio di Caboara

Uno scorcio di Caboara: la doppia fontana

Uno scorcio di Caboara

Uno scorcio di Caboara: casa Marchini, la vecchia osteria e bottega

Uno scorcio del Groppo di Caboara

Uno scorcio di Caboara

Uno scorcio di Caboara

Vecchie stanze ad Arola di Caboara: tanti ricordi

Ormai una rarità: un vecchio "bagno all'aperto"

L'interno del vecchio "bagno all'aperto"

Vecchie stanze ad Arola di Caboara

Un attrezzo per pigiare (folare) l'uva

Vecchie stanze ad Arola di Caboara

Vecchie stanze ad Arola di Caboara

Lo Stato... é stato anche qui!

Vecchie stanze ad Arola di Caboara

Due fratelli: Livio e Armando Dallafiora

Due fratelli e la casa dove sono nati, al Groppo

Due fratelli e la casa dove sono nati

Max e Armando

La trattoria da Mussi a Caboara

Due fratelli, nella campagna, come un tempo

Il padrone di Caboara "di sopra"

Quando si dice "Guidare da cani"

Il padrone di Caboara "di sotto"

Un pollaio a Groppo

Verso il bosco, dietro a Caboara, con il Pelpi di fronte

La porta delle galline

Due fratelli, nella campagna, come un tempo

Due vecchi amici si incontrano: l'albero é stato piantato 50 anni fa, proprio da Livio

Quad!
Testi e foto di Mauro Delgrosso
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Caboara, una frazione del comune di Compiano. Immersa in una valle incontaminata, con un panorama da togliere il fiato, a metà strada tra Borgotaro e Compiano.
Tre nuclei di case: dopo anni di abbandono, i due centri che sono ancora abitati, Groppo e Caboara, stanno avendo un'inversione di tendenza e si stanno ripopolando;  ad Arola invece, sono iniziati i lavori di ristrutturazione di un'antica e bella cascina: merito di una famiglia tedesca
. Per ora pensano alle vacanze, ma in futuro...
C'é "solo" una trattoria, dove si possono gustare i piatti dell'Appennino; gli si stringono attorno un nucleo di case, ancora abitate da un gruppo di persone ospitali e gentili. Cronaca di una bella e inaspettata giornata.

Sabato, é quasi mezzogiorno, la giornata é ormai decisamente limpida; é un po' di tempo che la frazione di Caboara, nel comune di Compiano, mi incuriosisce: mi piacerebbe scrivere qualcosa, fare un po' di foto. Ci sono passato un migliaio di volte, correndo con la moto da fuoristrada, sempre troppo distrattamente, sempre troppo veloce. La notte, quando vengo a magiare in trattoria, é tutto un po' buio.
Detto fatto, telefono al Comune di Compiano, su consiglio della sempre informata Sabina: all'altro capo c'é Mariella; tutti sanno che conosce benissimo il territorio del suo Comune ed é sempre squisitamente disponibile: un'amica. Non avevo dubbi: pochi minuti e mi richiama; il contatto é fatto.
Parto, senza neanche mangiare, per non fare tardi; la giornata é veramente radiosa, merita: appuntamento al Groppo di Cabora.
Mi vengono incontro due anziane persone, con un bellissimo e dolce sguardo. Due battute e facciamo amicizia: sono Livio e Armando Dallafiora; 77 e 78 anni: sono attenti e acuti, come solo gli uomini partoriti dalla montagna sanno essere. Parliamo subito in dialetto, ci intendiamo subito. Abbiamo tante cose ancora in comune, tante idee, tante tradizioni. Livio, ad un certo punto, mi chiede di spiegargli cos'é internet e come farà a vedere quello che sto fotografando. Fantastico! Una stampa é il minimo che io possa fare: così avrò anche la scusa per andarlo a trovare.
Le case: mi raccontano che tutte hanno una storia; da queste parti, sembrano essere le uniche cose, a parte gli uomini, che ne conservano una; queste sono terre di sofferenze, di fatiche, di emigrazione, di tragici fatti. Di triste e desolato abbandono, di tanta memoria perduta. Case appoggiate ai sassi, ad enormi sassi: uno é addirittura cavo e si sente dentro il rumore dell'acqua. I due anziani fratelli sembrano non volersi fermare: "qui ci fu un incendio, lì ammazzarono un partigiano, questa era del mezzadro; in quella casa, ci siamo nati noi"; e ancora: "quella casa fu costruita con i dollari di un emigrato in America: di cognome faceva Marchini, non é mai tornato e non l'ha mai vista finita".
Non posso fare a meno di restare incantato a guardare il panorama. In certi punti, riesci a vedere alla tua destra il monte Pelpi, alla tua sinistra il Molinatico. Spettacolo! Armando mi chiama, mi dice di sbrigarmi, c'é ancora tanto da vedere: non capisce che sono un po' in trance, per la bellezza degli spazi che ho di fronte. Lui, c'é abituato; io proprio no.
Dopo aver visto Groppo, mi accompagnano ad Arola, poco oltre Caboara: entriamo nelle case. Restano, come sempre pochi oggetti, consumati dal tempo e sopravvissuti ai tanti furti. Questi ambienti  conservano sempre un fascino particolare: per chi ha occhi, sanno far vedere molto. Libri, vecchi giornali, un crocefisso. Ammucchiati e arrugginiti, un po' di attrezzi consumati; saranno stati aggiustati un migliaio di volte, in qualche fredda sera d'inverno, di fianco alla stufa, mentre si discorreva, anzi si faceva "firosso".
Il pomeriggio avanza, il freddo anche; il sole cala, crolla: l'ultima tappa é a Caboara "centro"; alla trattoria "Mussi" stanno preparando la cena del sabato: mi infilo in cucina e scopro quello che stanno facendo da mangiare. Profumi, aromi e grande maestria. L'uso di antichi strumenti, del forno a legna. Mi viene una fame da lupo mannaro (ho anche saltato il pranzo...); salgo nella saletta panoramica, quella da cui si vede tutta la valle: una coppia ha appena finito di mangiare, con la giusta calma (sono le quattro passate), vedo il tavolo in disordine; un'occasione incredibile per una foto unica, con il panorama che si staglia dietro ai bicchieri, ai piatti e alle portate rimaste: le immagini che scatto, mi risultano quasi intime.  Un angolo di mondo alla "Slow food", veramente slow.
Cala il sole, pochi attimi per fare gli ultimi scatti, insieme ad alcuni amici di Anna, la titolare della trattoria. Pochi attimi per salutare tutte le persone che mi hanno accolto con calore, con nostrana tradizione.

Per chi volesse farci un salto, dalla Valtaro: provinciale che collega Borgotaro e Bedonia; si svolta a Compiano, si passa e si prosegue per Strela; alcuni chilometri e si supera l'abitato di Strela, in direzione di Bardi e, a poche centinaia di metri, si prende a destra, nel bivio per Caboara; la strada é strettina, ma asfaltata di recente.
La gente é capace di accoglierti in modo squisito, la natura e il panorama sono incredibili. Nella trattoria si mangia divinamente (piatti tradizionali a base di funghi, cacciagione locale, primi elaborati): se riuscite, non perdetevi lo spettacolo della sala superiore, magari al tramonto o quando nevica.
Caboara, un piccolo angolo di paradiso, ancora nascosto.