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Bardi 21 Ottobre 2004 - La frazione di Santa Giustina in alta Val Leca
  

 

Trovarla non è facile, rimane appartata, lontana dalle strade di passaggio. La frazione di Santa Giustina resta a 850 metri SLM nell’alta e verde valle del Leca, in comune di Bardi, tra la frazione bedoniese di Cornolo e quella bardigiana di Pione. Se si ha però occasione di passarci, come è successo a me, si può rimanerne subito affascinati. I boschi di Faggio la circondano a 360 gradi, l’abitato è di sole una decina di case, tra cui è ancora incredibilmente aperta l’osteria, e l’ordine, come si vede ad ogni angolo, è davvero stupefacente.
Una nota meritoria va attribuita all’edifico del cimitero posto sul fianco della chiesa e in perfetto stato di mantenimento. Si tratta di una costruzione risalente al periodo napoleonico composta da cinque cappelle ad arco, con volta a vela, in perfetto stile romanico. E’ certamente una delle strutture più singolari e di rara bellezza della nostra montagna (senza nulla togliere al battistero di Cereseto).
La chiesa monumentale fu edificata nel 1774 in quel punto (terminata nel 1785), pur non essendoci molte case, perché era posto al centro di una zona ben accessibile per i fedeli provenienti dalle limitrofe frazioni. Precedentemente sorgeva un’altra chiesa nella vicina Frassineto, ma di modeste proporzioni, in un atto ecclesiale del 1579 si può leggere “
chiesa, posta in luogo alpestre, sterile ed aspro, isolata e lontano dalle case”.
Anche la popolazione ha subito notevoli mutamenti. Prima della peste del 1630 gli abitanti della Parrocchia, comprendente le frazioni di Frassineto, Roncole, Tiglio, Granere e Vosina, erano 538; nel 1688: 600; nel 1736: 796; nel 1804: 1053; nel 1914 toccarono la cifra di 1325, poi iniziò il brusco spopolamento, nel 1939 erano scesi a 400 e nel 1986 a 100, oggi si contano meno di 70 persone. Il motivo di questo decadimento lo si può intuire leggendo una supplica del Rettore Don Bernardo Belli: “
Perché porga un caritatevole e spedito rimedio a suddetti di loro estremi bisogni”, risalente al 1767 ed inviata a Sua Altezza Reale: “sequestrati nelli poveri di loro tuguri da gran copia di nevi, del tutto sprovveduti d’ogni genere di commestibile, senza soldo da procurarselo, carichi di numerosa minuta famiglia, essendo i più giovani e robusti nello Stato Milanese e Lodigiano ed altre parti, nel duro esercizio del resegotto…”.

Testo e foto Gigi Cavalli
   

      

  Santa Giustina fotografata nel 1920 e nel 2004, i mutamenti sono pressoché inesistenti:

  La chiesa monumentale. Gli interni furono decorati nel 1883 dal pittore borgotarese Luigi Mariani:


Particolare del confessionale

Santa Giustina

Statua lignea e quadro

 Quadro con lo stemma della famiglia Tedaldi (1620 circa)

  Particolari del cimitero di Santa Giustina:

  I particolari del manoscritto "Antiphonarium", risalente al XVI secolo, miniato dai "Frati Zoccolanti" della chiesa di San Francesco in Bardi:

  I dintorni di Santa Giustina:


La frazione di Osina o Vosina, oggi disabitata


L'Oratorio di Frassineto

La frazione di Tiglio
Ringrazio Don Duilio Schiavetta, parroco di Santa Giustina dal 1967 al 1976, per avermi aiutato a ricostruire un po' della storia locale. 

  

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