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| Bedonia |
Gita al Monte Pelpi di Giuliano Mortali |
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Le foto: |
Nel pomeriggio siamo saliti alla cima, dove c’è la grande Croce del Pelpi, e abbiamo potuto godere di una vista panoramica bellissima, spaziante per largo tratto della Valle del Taro, la Valle del Ceno da Ponteceno in su e tutta la zona di Bardi con il suo castello. A far da corona tutt’intorno, i monti più alti, dal Molinatico, al Gottero, al Centocroci, al Monte di Tornolo, all’Orocco, al Penna, al Tomarlo, al Maggiorasca, al Bue, al Nero, al Ragola, al Lama, al Carameto, fino al Barigazzo. Sotto alla cima si possono ammirare i faggi contorti, in perenne lotta contro il vento incessante che li modella a seconda delle sue correnti prevalenti. Durante la gita abbiamo incontrato i tanti fiori che popolano le praterie del Pelpi, e che cominciano ora a spuntare: i cespugli del pruno spinoso, il narciso dei poeti (i bedoniesi salgono apposta sul Pelpi, nel mese di maggio, per ammirarne la fioritura), le splendide orchidee che popolano le praterie, le genziane kochiane dal colore blu intenso, con all’interno i colori dell’arcobaleno, gli ultimi crochi di primavera, che fioriscono bucando la neve, l’elleboro, il puzzolente fiore dell’inverno. Nel sottobosco delle faggete abbiamo visto distese di aglio ursino, in dialetto “aiü de büsse”, le cui foglie vengono usate per fare un’eccellente salsa piccante. I fiori di montagna sono rari, e sono più belli se lasciati nel loro ambiente. Perciò non li abbiamo raccolti, ma ci siamo limitati a fotografarli. Lasciando che altri possano godere della loro visione.
Altre informazioni: |
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